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Pannelli fotovoltaici e rischio incendio: ecco cosa sapere

Di pannelli fotovoltaici e rischio incendio si parla per fortuna sempre più spesso. Il tema è importante in quanto legato alla manutenzione degli impianti stessi. Informarsi in merito è fondamentale. Un installatore di qualità fornisce tutte le specifiche su questo aspetto, onde evitare problematiche in grado di impattare fortemente sul business del cliente.

Per aiutare a capire qualcosa di più in merito e ad approcciarsi con maggiore consapevolezza al mondo degli impianti fotovoltaici, abbiamo preparato una breve guida dedicata al corretto uso degli impianti fotovoltaici in ottica della prevenzione del rischio incendi.

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Pannelli fotovoltaici: breve guida all’uso corretto dell’impianto e alle disposizioni normative

Iniziamo questa brevissima guida ricordando che, agli albori dell’ecosistema fotovoltaico, c’era poca conoscenza in merito ai rischi tecnici degli impianti. Oggi come oggi, per fortuna, ci sono più conoscenze e anche più attenzione ai rischi. Da sottolineare, però, è che è aumentato il numero degli impianti. Per questo motivo, non sempre è facile capire l’origine dell’incendio. Un caso esemplare è quello degli incendi che scoppiano nel periodo invernale.
In questi frangenti risulta difficoltoso capire se a causare l’incendio è stata la canna fumaria o l’impianto fotovoltaico. Questi due casi, però, hanno un particolare in comune: il materiale bituminoso e isolante utilizzato per impermeabilizzare il tetto.

Oggi come oggi, non ci sono ancora dati certi in merito agli incendi che colpiscono gli impianti fotovoltaici. Il legislatore, però, si sta muovendo per fare chiarezza in merito. C’è infatti un progetto relativo alla rilevazione statistica da parte del Comando dei Vigili del Fuoco di Milano. A essere coinvolte sarebbero tutte le figure che, a diversi livelli, si occupano della filiera fotovoltaica (progettisti, installatori, montatori).

Data questa premessa è arrivato il momento di parlare della manutenzione, fondamentale per la prevenzione del rischio di incendi dei pannelli fotovoltaici. Negli anni passati, caratterizzati dal boom degli incentivi statali, gli utenti sono stati sensibilizzati poco in merito. Sono in molti a pensare che sarebbe stato più intelligente vendere con il pacchetto di manutenzione incluso nel prezzo complessivo. Poco male, perché più o meno dal 2014 gli installatori e i commerciali mettono in primo piano la rilevanza della manutenzione.

Questo significa, per esempio, ricordare agli utenti finali che i pannelli devono essere puliti. Quando tale aspetto viene trascurato, si crea infatti una zona di surriscaldamento che può provocare l’insorgenza di incendi.

Molta attenzione va dedicata anche alle connessioni. Quando sono allentate, infatti, si creano spesso archi elettrici dai quali partono le scintille per gli incendi. Tutto questo può essere evitato con controlli annuali da parte di personale specializzato in grado, prima di tutto, di effettuare un esame termografico.

 

 

 

Perché bisogna pulire i pannelli fotovoltaici?

La pulizia dei pannelli fotovoltaici, purtroppo, è un problema che viene sottovalutato dalla maggior parte dei proprietari di impianti.
L’errore principale, in questo caso, consiste nel pensare che siano sufficienti le precipitazioni atmosferiche a pulire il pannello fotovoltaico. Questo non è affatto vero. Si tratta anzi di un gravissimo sbaglio che può avere conseguenze pesanti. La situazione, in caso di trascuratezza e di predisposizione del pannello a sporcarsi, può diventare molto difficile da gestire. Sulla superficie, infatti, si creano incrostazioni che crea grossi problemi all’irraggiamento delle celle fotovoltaiche.

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Pannelli fotovoltaici: come intervenire per pulirli

A favorire il deposito di impurità sul pannello fotovoltaico contribuiscono diversi fattori, che comprendono, per esempio, l’orientamento dello stesso. La pulizia degli impianti fotovoltaici, la cui importanza è stata messa in primo piano anche da relazioni scientifiche internazionali (una di queste è stata presentata dall’Università di Bucharest nel 2011 nel corso dell’International Conference of Renewable Energies and Power Quality e la puoi leggere qui), è decisiva per la resa dei moduli. Non dimentichiamo infatti che la loro efficienza dipende molto dalla qualità della luce assorbita. In poche parole: un pannello perfettamente ricettivo è un pannello che funziona davvero bene!

Le tipologie specifiche di intervento dipendono, ovviamente, dalla natura dell’agente che contamina la superficie. Giusto per fare un esempio, ricordiamo che, nel caso dei pannelli fotovoltaici siti in centri urbani, a causare incrostazioni sulla superficie è soprattutto il guano dei piccioni. La sua natura acida e corrosiva, determina l’insorgenza di incrostazioni pesanti sia sopra, sia sotto i moduli. In casi del genere è fondamentale pulire tempestivamente.

Se le celle rimangono coperte troppo a lungo subiscono un surriscaldamento che, a sua volta, causa dei guasti permanenti. Per dare qualche numero relativo ai pannelli fotovoltaici poco puliti ricordiamo che, se si trascura questo aspetto, si può avere una perdita di efficienza compresa tra l’8 e il 20%. In alcuni casi si può raggiungere il 30.

Cosa succede, di preciso, se non si interviene contro le incrostazioni di sporco presenti sulla superficie dei pannelli fotovoltaici? Questi residui cristallizzano, concentrandosi soprattutto nella parte bassa. Questo può comportare la concretizzazione di un’opera di bonifica molto costosa per il proprietario dell’impianto. In tutto ciò, abbiamo lasciato da parte i mancati guadagni che derivano dal fatto di non avere un impianto fotovoltaico efficiente.